Sulla Brigata ebraica e il Gran Muftì, giusto per rinfrescare la memoria

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Brigata ebraica 

Attività militare sul fronte italiano

Dopo un primo addestramento in Alessandria d’Egitto, la Brigata venne inviata nel novembre 1944 sul fronte italiano. Sbarcata a Taranto, dove i soldati ricevettero un ulteriore addestramento, la Brigata fu integrata nell’VIII Armata britannica e risalì la penisola lungo il versante adriatico.

Il 27 marzo 1945 la Brigata viene affiancata al Gruppo di Combattimento “Friuli” con il quale fu protagonista dello sfondamento della linea gotica nella vallata del Senio. Dal 3 aprile 1945 a Brisighella fu consegnata alla Brigata la propria bandiera: azzurro-bianco-azzurro con la stella di David al centro. Dislocata nei pressi di Alfonsine, la Brigata combatté con le proprie insegne a fianco di unità italiane e polacche, distinguendosi in numerose operazioni militari per la liberazione della Romagnae dell’Emilia, da Cuffiano, a Riolo TermeOssanoMonte GhebbioLa SerraImola e Ravenna, fino a Bologna. I suoi caduti sono tumulati al cimitero di Piangipane a Ravenna. In tutto la Brigata Ebraica combatté in Italia dal 3 marzo al 25 aprile 1945.


Muhammad Amīn al-Husaynī(Gerusalemme1895 circa – Beirut4 luglio 1974) Gran Muftī di Gerusalemme, è stato uno dei principali leader nazionalisti arabi radicali degli anni trenta, indicato anche come un precursore del fondamentalismo islamico, malgrado i suoi lavori non abbiano mai inteso coinvolgere aspetti regolati dalla teologia islamica.

Noto per il suo implacabile odio verso gli ebrei che immigravano in Palestina, Muḥammad Amīn al-Ḥusaynī (in araboﻣﺤﻤﺪ أمين الحسيني[1]) combatté la prospettiva dell’instaurazione di uno Stato ebraico nel territorio mandatariobritannico in Palestina e sostenne la creazione di uno Stato islamico in sua vece. A tal fine, al-Husaynī non esitò a cercare il sostegno della Germania nazista e dell’Italia fascista, collaborando in seguito attivamente con la prima durante la seconda guerra mondiale, facilitando ad esempio il reclutamento di musulmani nelle formazioni internazionali delle Waffen-SS ed in quelle del Regio Esercitoitaliano. Contrariamente a quanto sovente sostenuto, l’ascesa religiosa e politica di al-Husaynī fu contrastata già a partire dall’inizio degli anni Venti da una parte consistente della società arabo-palestinese [2]