DAL PAGANESIMO AL CRISTIANESIMO COME RELIGIONE UFFICIALE DELL’IMPERO

di paolotassoni

L’imperatore Costantino nel 313 concesse, dopo quasi tre secoli di persecuzioni, la libertà di culto ai cristiani con l’Editto di Milano.

Costantino iniziò la cristianizzazione dello Stato istituendo la domenica come giorno festivo e dando alcune responsabilità pubbliche ai vescovi.
L’imperatore si era reso conto che il Cristianesimo poteva diventare anche un utile strumento per dare una nuova anima e una nuova identità all’Impero e per rafforzare così lo stesso potere imperiale.; non a caso prese l’iniziativa di convocare lui i concili dei vescovi.
Dopo la morte di Costantino, nel 337, i suoi successori non seppero esserene all’altezza e ripresero le guerre civili. Inoltre il suo nipote Giuliano, nato e cresciuto cristiano, rinnegò la fede cattolica (di qui il suo soprannome di Giuliano l’Apostata) e tornò a proclamare il paganesimo come religione di Stato. Giuliano morì giovane e lasciò l’Impero sotto l’urto incontenibile dei barbari.

I suoi successori, per respingere il pericolo, iniziarono ad abbandonare le province più lontane come quelle dell’Asia Minore, finché l’imperatore Valente fu rovinosamente sconfitto nel 378 ad Adrianopoli dai visigoti, morendo in battaglia: a seguito di questa disfatta i romani furono costretti a consentire lo stanziamento dei vincitori nelle regioni danubiane dell’Impero e a pagare anche un tributo per la pace.

L’ultimo grande imperatore a regnare su tutto l’Impero romano fu Teodosio I (379-395), che riuscì a domare i visigoti, assicurando qualche decennio di sopravvivenza all’Impero; inoltre, nel 380 emanò l’Editto di Tessalonica, con il quale il Cristianesimo venne riconosciuto unica religione; seguì un ulteriore editto nel391 con il quale si proibiva il culto pagano a Roma.
Il Cristianesimo diventava religione dello Stato.

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