Maestrale

perché tutte le immagini portano scritto: "più in là!"

Chi si scandalizza adesso

Leggo la notizia di quella che vuole abortire per andare al Grande Fratello inglese e stranamente non mi stupisco.
Mi colpisce invece chi si stupisce, chi si scandalizza, chi inorridisce. Ma come? La cultura dell’aborto è stata propagandata, agevolata, diffusa; la concezione che il corpo è della donna e può farci ciò che vuole è un baluardo della mentalità abortista insegnata alle giovani generazioni. E ora che una donna lo fa davvero? Che considera suo il proprio corpo e un “grumo di cellule” l’altro? Ci si scandalizza?
Quante chiacchiere fanno ora, dopo aver portato a questo……

Santa Pasqua 2014

«Gesù Cristo ti ama, ha dato la sua vita per salvarti, e adesso è vivo al tuo fianco ogni giorno, per illuminarti, per rafforzarti, per liberarti». Quando diciamo che questo annuncio è «il primo», ciò non significa che sta all’inizio e dopo si dimentica o si sostituisce con altri contenuti che lo superano. È il primo in senso qualitativo, perché è l’annuncio principale, quello che si deve sempre tornare ad ascoltare. È l’annuncio che risponde all’anelito d’infinito che c’è in ogni cuore umano. Tale convinzione, tuttavia, si sostiene con l’esperienza personale, costantemente rinnovata, di gustare la sua amicizia e il suo messaggio, convinti, in virtù della propria esperienza, che non è la stessa cosa aver conosciuto Gesù o non conoscerlo, non è la stessa cosa camminare con Lui o camminare a tentoni. Sappiamo bene che la vita con Gesù diventa molto più piena e che con Lui è più facile trovare il senso di ogni cosa.

Papa Francesco

Giorno del Ricordo

Per non dimenticare la tragedia delle foibe

Maradiaga e la patente di famiglia

Rimango un po’ perplesso dalle interviste di Maradiaga sui giornali tedeschi.
Ora esce fuori che c’è la possibilità di dare la “patente” ad altre forme famigliari. La cosa mi lascia perplesso perché ci sono un sacco di associazioni, giovani, meno giovani che combattono contro varie forme di riconoscimento da parte dei comuni, attraverso i registri delle unioni civili, e dello Stato di forme famigliari diverse dalla famiglia tradizionale unita dal matrimonio.
Ecco che ritorna la brutta abitudine di vescovi e cardinali di fare uscite estemporanee senza ben valutare le conseguenze. All’inizio del pontificato di Francesco questa cosa si era ridimensionata, ma ora sta prendendo nuovamente piede.

Meglio morire in piedi che vivere in ginocchio

Oggi vi rimando a due ottimi articoli di Giulio Meotti sul Foglio.
Il primo sui martiri cristiani, il secondo sull’orwelliana proposta di legge francese intitolato Così la Francia combatterà la “transfobia” a colpi di delazioni . Viene spiegato bene come il Francia si voglia “educare” le giovani generazioni attraverso il controllo e la denuncia, neanche fossimo nel periodo del Terrore. Ma qualcuno ancora resiste…

Il pavimento del duomo di Siena sarà visibile

20130712-234656.jpg Dal 18 agosto al 27 ottobre può essere visitato il Duomo di Siena ed ammirare il meraviglioso pavimento. Da non perdere.

Approfondimenti qui

Papa Francesco governa bene e decide con risolutezza perché i porporati parlano meno di quando c’era Benedetto

Che il Governo prenda esempio dal Papa. Non dico nella sobrietà, nel modo di porsi. Francesco ha fatto togliere anche una statua a Buenos Aires che lo ritraeva. No, non intendo questo, o almeno non solo questo. Certo, ai nostri governanti farebbe bene un po’ di sobrietà, ma non sto qui a fare il censore dei costumi. Mi riferisco invece alla prontezza decisionale di Papa Francesco. Rapido, risolutivo, incisivo. Ecco come si governa e il Papa l’ha capito bene. Basta con porporati che dicono, parlano e straparlano. Non ci sono più le polemiche, le accuse che c’erano con Benedetto. Non ci sono interventi della Segreteria di Stato, per poi rettificare. Tutto quello che fa Francesco è ben accetto e io penso che ciò sia dovuto al maggior silenzio degli altri, forse ottenuto con un bel richiamo penitenziale. Le cose le dice il Papa, gli altri lavorino in silenzio, soprattutto il cardinal Bertone.

Quelli che applaudono quando il Papa dice qualcosa che a loro piace per poi fregarsene di quello che dice sempre

Dico la verità, non li sopporto. Non sopporto quelli che appena sentono il grande personaggio dire qualcosa conforme al proprio pensiero si sperticano in elogi e panegirici per il semplice fatto di aver detto una cosa che a loro piace, non avendo il minimo interesse invece per quello che il personaggio rappresenta e dice in altri contesti. Sì, sono insopportabili. E il riferimento alla Boldrini per le parole del Papa a Lampedusa non è per niente casuale.

Il gesto eroico di parlare della fede

La tematica scelta è proprio strana. Nella contraddittorietà del presente fatto di una miriade di incostanti certezze e fondamentali incertezze, scegliere di parlare della fede è un gesto coraggioso e illuminante. Si può ancora parlare della fede in un’epoca fatta di poche domande, che non si aspetta la verità di una risposta e che brancola nel buio aggrappata all’illusione tecnologico-scientifica che di volta in volta vuole dare risposte definitive che per sua natura non può avere?
Parlare della luce della fede è un gesto eroico iniziato da papa Benedetto e portato avanti da papa Francesco in secoli bui come questi dove la disumanità sembra essere l’unica caratteristica dell’essere umano.

La fede è la risposta a una Parola che interpella personalmente, a un Tu che ci chiama per nome.
Lumen fidei

Rispolverano la ghigliottina dalla soffitta

“La rivoluzione implica l’oblio per tutto ciò che precede la rivoluzione. E quindi la scuola gioca un ruolo fondamentale, perché la scuola deve strappare il bambino da tutti i suoi legami pre repubblicani per insegnargli a diventare un cittadino. E’ come una nuova nascita, una transustanziazione che opera nella scuola e per la scuola, la nuova chiesa con i suoi nuovi ministri, la sua nuova liturgia e le sue nuove tavole della legge”.

Danton? Robespierre? No. È solo il ministro dell’Istruzione di Parigi, Vincent Peillon. Il prossimo intervento riguarderà la ghigliottina?
Dice Peillon che “non si può fare una rivoluzione unicamente in senso materiale, bisogna farla nello spirito. Adesso abbiamo fatto la rivoluzione essenzialmente politica, ma non quella morale e spirituale. Quindi abbiamo lasciato la morale e la spiritualità alla chiesa cattolica. Dobbiamo sostituirla”.
È proprio vero, la storia non insegna proprio nulla.

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